La dipendenza di noi tutti dalla Natura Lasciare la biodiversità libera di esprimersi!

Sin dalla loro comparsa, le società umane hanno divuto affrontare una doppia sfida : quella legata al fatto di dipendere in tutto e per tutto dalle risorse naturali e quella di appartenere a ecosistemi che forniscono i sistemi ecosistemici indispensabili al loro benessere.

Malgrado questa doppia dipendenza, le nostre società, in particolare le società cosiddette industriali, si sono sviluppate dalla fine del XIX secolo come se non appartenessero più a questi sistemi naturali, sfruttandone le risorse (aria, acqua, alimentazione, fibre, energie, ecc …) ma ignorandone in gran parte il funzionamento.

La modernità ci obbliga oggi a riconsiderare questo posizionamento e ad iscriverci nuovamente in un processo che è il risultato di 4 miliardi di anni di evoluzione.

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LE ZONE FORESTALI Curate da giardinieri molto pelosi...

Gli alberi possono essere classificati in due grandi categorie : latifoglie e conifere. Le loro caratteristiche permettono di distinguerli. Gli uni si nutrono grazie alla loro linfa, gli altri grazie alla resina ; gli uni perdono le foglie in inverno (sono a foglie caduche), gli altri le conservano (sono sempreverdi).

Le due categorie di alberi differiscono inoltre per la struttura sociale. Quando viene a crearsi una foresta, gli individui sono, per la maggior parte, in competizione, ma possono generare una strategia comune di sviluppo, soprattutto le latifoglie.

La forma e la struttura della corona sono determinate dalla competizione orizzontale e verticale tra alberi. Le conifere cercano di guadagnare spazio in altezza per tentare di disporre dei migliori raggi luminosi. Partecipano dunque ad una competizione in verticale. Le latifoglie, invece, hanno una predisposizione a competere all’orizzontale e tendono ad occupare lo spazio in larghezza !

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GLI AMBIENTI ACQUATICI : 3 ZONE UMIDE RICOSTITUITE Una necessità per diversificare gli habitat

Uno dei fattori climatici più importanti è la pluviometria : l’acqua costituisce al contempo un elemento indispensabile allo sviluppo degli esseri viventi animali e vegetali. È inoltre un habitat eccezionale, nel quale si incontra una grandissima varietà di specie. Solo in Francia metropolitana, un terzo delle 277 specie conosciute di uccelli nidificatori è infeudata negli ambienti acquatici (O. Cizel, Protection et gestion des espaces humides et aquatiques, 2010).

La condensazione e l’evaporazione sono i processi chiave del ciclo dell’acqua, fonte di ogni vita, compresa la nostra.

Le zone umide sono indispensabili al buon funzionamento degli ecosistemi per almeno 3 ragioni :

  • Con la loro azione di tamponamento delle grandi alluvioni, si comportano come vere e proprie spugne, immagazzinando nei periodi invernali l’acqua in eccesso che rilasciano nei periodi di siccità.
  • Sono dei filtri naturali dal forte potere di depurazione, che le tecniche più moderne faticano ad eguagliare.
  • Sono fonti di approvvigionamento d’acqua delle zone aride.
  • Sono un vero e proprio albergo per la biodiversità : sono un luogo di nidificazione per l’avifauna e di deposizione delle uova per gli insetti, in particolare gli odonati, e un habitat naturale per gli organismi acquatici…
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Ambienti aperti Lassù o con i piedi per terra …

Questi ambienti sono caratterizzati dall’assenza o dalla rarità di coperture vegetali di grandi dimensioni, alberi e arbusti.

Sono ambienti diversificati : ovviamente praterie ma anche lande, rocce, falesie che rappresentano un biotopo specifico per una parte della fauna e della flora.

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