Il bisonte europeoIl più grosso mammifero terrestre d'Europa

Se c’è una cosa che il bisonte europeo (Bison bonasus) non sopporta, è di essere confuso con il suo cugino americano (Bison bison). D’altronde sono ben dieci o addirittura quindicimila anni che vivono in stanze e continenti separati, dopo l’ultima grande glaciazione.

Del loro passato comune, conservano una certa somiglianza fisica, anche se molte caratteristiche permettono di distinguerli senza correre il rischio di sbagliare. I bisonti europei sono meno incurvati, la loro gobba è meno pronunciata. Le corna sono più ravvicinate perché i bisonti europei frequentano la foresta, contrariamente ai loro parenti americani che amano solo le pianure.

Per quanto riguarda il peso, i due cugini si equivalgono, anche se l’americano risulta leggermente in vantaggio essendo più rotondo. Il maschio europeo pesa circa 800 chili (900 chili il maschio più grosso tra i bisonti della Riserva) per un’altezza di 1,80 m ; la femmina si accontenta invece di  600 chili.

Il bison bonasus è dunque il più grosso mammifero terrestre d’Europa.

La vita in societàLa festa delle donne

Il bison bonasus non può certo essere accusato di sessismo : sono infatti le femmine adulte a guidare, condividendosi i compiti, il gruppo familiare formato da una cinquantina di individui. Il maschio si accontenta di esercitare lo ius primae noctis alla fine dell’estate o all’inizio dell’autunno. Poco servizievole, abbandona il gruppo al momento delle nascite, nove mesi dopo. Allo scadere del termine, la futura madre si isola per mettere al mondo un cucciolo subito in grado di reggersi in piedi e già pronto per sfuggire ai lupi!

Le società familiari sono molto ben organizzate e solidali. Così, quando una femmina partorisce, generalmente ha intorno a sé una o più altre femmine che l’accompagnano nei luoghi più tranquilli della Riserva. Dal 2010, si organizzano delle vere e proprie nursery: le nascite avvengono quasi tutte in sincrono e si concentrano in un periodo assai corto. Per una e fino a tre settimane, le madri spariscono sulle alture dove i nuovi nati imparano le prime cose, spesso sotto l’occhio attento di una sola « bambinaia ». Nel frattempo, le altre femmine badano alle loro diverse occupazioni !

Il regime alimentare un buongustaio

Il bisonte europeo è un buongustaio. Gli piace arricchire il suo menù abitualmente fatto di erbe con cortecce, foglie e arboscelli che trova in abbondanza nella foresta.

Una tenuta ancestrale I bisonti in Europa

Ancora mille anni fa, truppe di bisonti europei percorrevano l’intero continente fino al Caucaso. La caccia, ma anche il dissodamento e lo sviluppo delle attività agricole, finirono per determinare la scomparsa di questo animale.

Il bisonte europeo sparì dalla Francia tra l’VIII il X secolo, dalla Svizzera nell’XI secolo, dalla Germania e dalla Romania nel XVII secolo. Alla fine del IX secolo, esistevano ancora solo due popolazioni selvagge. Una, nella foresta di Bialowieza, al confine tra Polonia e Bielorussia, era costituita dal bisonte europeo «di pianura» (Bison bonasus bonasus).

L’altra, nel Caucaso occidentale, era composta dal bisonte europeo «di montagna» (Bison bonasus caucasius). La prima sottospecie si estinse definitivamente nel 1919, mentre la seconda le sopravvisse per otto anni prima di cominciare a estinguersi a sua volta !

Da quel momento, la sopravvivenza della specie fu assicurata solo da 54 animali (29 maschi e 25 femmine) tenuti in cattività per motivi di pedigree, non avendo sangue né, di conseguenza, geni americani.

La rinascitaLa reinserzione del bisonte in Europa

Dei 54 animali sopravvissuti degli anni Venti, solo 13 riuscirono a riprodursi costituendo la base genetica di tutti gli attuali bisonti europei, di pianura e di montagna.

Più precisamente, i bisonti europei di pianura (Bialowieza), dei quali fanno parte gli animali della Riserva dei Monts d’Azur, discendono da 7 di questi 13 individui (4 maschi e 3 femmine). Nel 1923, alcuni appassionati fondarono la Società Internazionale per la protezione del bison bonasus.

Nel corso degli anni, la popolazione dei bisonti europei si rimpolpa negli zoo, tanto che, a partire dal 1952, in Polonia è possibile cominciare a liberare alcuni animali nella foresta di Bialowieza. Seguono altre reintroduzioni nella stessa Polonia e anche in Ucraina, in Bielorussia, in Russia e in Lituania. Oggi la popolazione dei bisonti in libertà conta 1800 individui. È dunque più numerosa di quella dei bisonti in cattività, che riunisce 1400 individui.

Nel 1996, la Polonia lancia l’iniziativa di un programma europeo per la protezione dei bisonti del continente. Esso impone delle regole molto severe di scambi degli individui riproduttori tra zoo, in modo da ridurre i rischi di consaguineità.

Assicurare la sopravvivenza del bisonte in Europa

Il gruppo di bisonti europei della Riserva dei Monts d’Azur comprende una cinquantaina di animali, di cui i tre quarti sono nati nella riserva stessa. Nel 2005 e nel 2006 siamo andati a prendere i nostri animali in Polonia dove sono stati accuratamente scelti da Wanda Olech, coordinatrice del Programma Europeo di Allevamento dei bisonti d’Europa.

L’obiettivo della nostra Riserva è di creare una popolazione indipendente da quelle già esistenti in Polonia e in Bielorussia al fine di aumentare la variabilità genetica della specie, cosa assolutamente necessaria per garantire la sua sopravvivenza. L’ideale sarebbero 2500 bisonti ripartiti in cinque gruppi distinti.

La biodiversitàAdattamento e influenza positiva

Siccome le nostre femmine importate dalla Polonia nel 2005 avevano poco più di un anno, si è dovuto aspettare il 2008 per assistere alle prime nascite. Ce ne furono esattamente 9 per 11 femmine di tre anni, avvenute da fine aprile a fine giugno. Un risultato notevole.

Con nostra grande soddisfazione, i bisonti europei della Riserva si sono rapidamente ambientati nel loro nuovo territorio. Nei due primi anni, hanno mostrato una netta predilezione per le zone forestiere, che hanno trasformato profondamente.

Infatti, questi prodi animali favoriscono la distribuzione dei semi, che trasportano nella pelliccia e che sono presenti nel loro sterco. Sono inoltre degli autentici bulldozer pelosi, che spezzano rami bassi e arbusti e staccano la corteccia degli alberi fino a farne perire alcuni. Creano così dei passaggi e perfino delle radure nelle foreste, cosa che favorisce la biodiversità perché, penetrando nuovamente fino al suolo, la luce permette il prosperare di numerose specie eliofile.

Ed è così che in zone della nostra riserva in cui erano presenti meno di dieci specie vegetali, oggi è possibile contarne più di trenta.

Anche altre specie animali approfittano delle radure create dai nostri bisonti. Il cervo, il capriolo o ancora la lepre hanno bisogno di questi spazi per il loro equilibrio biologico. Essi stimolano a loro volta la biodiversità vegetale. Nella Riserva dei Monts d’Azur, si nota così un ritorno in forze del pino silvestre e un netto abbassamento della mortalità degli alberi.

In meno di tre anni dal suo arrivo alla riserva, il bisonte europeo non solo si è perfettamente adattato al suo nuovo ambiente ma ha anche già nettamente migliorato la biodiversità vegetale.

Il ritorno del bisonte europeo, Signore della foresta, rappresenta oggi un successo eclatante.

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