L’Aquila realeAquila chrysaetos

L’Aquila reale è un uccello maestoso che sorvola di frequente la montagna di Bleine. Ama gli habitat rocciosi e le falesie a nord della Riserva, che rappresentano il limite sud-est del suo territorio di caccia.

Questo uccello dall’apertura alare superiore a due metri, è un temibile predatore, capace di catturare prede anche di medie dimensioni quali i giovani camosci. Come tutti gli animali, l’aquila ha un comportamento opportunista e, quando le condizioni diventano difficili, non rinuncia a nutrirsi di carcasse di bestie morte.

L’aquila è un uccello piuttosto abitudinario. Può vivere sullo stesso territorio e rimanere in coppia con lo stesso partner per tutta la vita (da 20 a 30 anni !). Il nido, generalmente costruito in una parete rocciosa, ospita un giovane esemplare che vivrà con i genitori per 3 o 4 anni, periodo in cui imparerà a cacciare.

Il grifone e l’avvoltoio Gyps fulvus et Aegypius manochus

Il grifone (Gyps fulvus) e l’avvoltoio  (Aegypius monachus) sorvolano di frequente la Riserva, visto che si dirigono verso il Mercantour dalle gole del Verdon, luogo in cui sono stati reintrodotti, approfittando delle forti correnti ascendenti del Pic de l’Aiglo.

Questi rapaci sono molto utili a garantire le buone condizioni sanitarie della vita animale perché sono uccelli necrofagi. Le proprietà battericide della saliva e il ph particolarmente acido dello stomaco fanno di loro degli autentici spazzini dalle virtù epidemiologiche, capaci di riciclare le carcasse in via di decomposizione.

Così facendo, permettono alla collettività di economizzare diverse centinaia di migliaia di euro all’anno ! E pensare che erano scomparsi e che sono tornati solo grazie alla passione e all’ostinazione di persone come i fratelli Terrasse…

Gli altri rapacidiurni e notturni

Numerosi altri rapaci diurni e notturni vivono nella Riserva o nei suoi dintorni. Tra questi :

L’Astore (Accipiter gentilis)

Tra i rapaci diurni che frequentano la Riserva, è quello che più ama le foreste ed è uno dei campioni di caccia «al volo». Si aggira regolarmente intorno alla nostra piccionaia.

Si tratta di un uccello che si fa molto raro. Per vivere, ha bisogno di habitat preservati, ricchi dei piccoli animali dei quali ama nutrirsi : piccioni, ghiandaie, picchi ma anche scoiattoli, lepri o marmotte. È assai discreto, poco loquace e cerca postazioni ben nascoste.

Una coppia di questa specie ha scelto la Riserva come luogo per riprodursi. La femmina depone 2 o 3 uova all’inizio del mese di aprile. È poi compito esclusivo del maschio nutrire i piccoli.

Il Falco pellegrino(Falco peregrenis)

È il rapace diurno più veloce al mondo. Quando attacca le sue prede, può superare i 300km/h.

Il suo regime alimentare è composto esclusivamente da uccelli le cui dimensioni variano da quelle del merlo a quelle del piccione.

Dopo aver sfiorato l’estinzione durante gli anni Settanta a causa dell’uso massiccio di pesticidi, è ora di ritorno soprattutto nelle regioni, come la nostra, in cui si pratica un’agricoltura ragionata.

La Riserva ospita sulle sue alture, in una cavità ben nascosta, una coppia di questa specie. La femmina depone le uova a metà marzo e si occupa in seguito dei 2 o 3 piccoli. La coppia si nutre di tordi e storni, talvolta dei nostri piccioni.

La Poiana comune (Buteo buteo)

Questo rapace diurno si caratterizza per il piumaggio che può variare dal bianco al marrone, talvolta al nero. Le zampe e la base del becco sono gialle.

Una coppia di poiane si lascia facilmente osservare alla Riserva. Sia il maschio che la femmina si poggiano spesso sui paletti per catturare le loro prede, che individuano a terra : topi campagnoli, lucertole o cavallette ! Questo uccello nidifica sui rami di pino. Il nido è piuttosto voluminoso, dato che deve ospitare 3 o 4 nuovi esemplari che spiccheranno il volo a inizio luglio.

Al calar della notte, fanno la loro comparsa le civette e diverse specie di gufo, preannunciate dal loro canto. Ecco allora che l’assiolo, uno degli abitanti notturni più affezionati della Riserva, allieta le serate degli ospiti con il suo dolce canto flautato.

Il gufo reale (Bubo bubo)

Si tratta di un uccello di grandi dimensioni (70 cm di lunghezza per 1,70 metri di apertura alare) che caccia negli spazi aperti. Le sue prede possono variare dai topi ai volpacchiotti ! Come l’aquila reale, gli adulti di gufo reale sono sedentari e possono trascorrere un’intera vita insieme sullo stesso territorio di caccia.

Una coppia nidifica alla Riserva. Da 15 anni, questa coppia si riproduce qui, dando luce a 2 o 3 nuovi esemplari ogni anno. Di recente, alla Riserva è stata recensita anche la civetta capogrosso, piccolo rapace notturno molto raro e protetto in Europa.

La Civetta capogrosso

Questo piccolo rapace notturno, molto raro e protetto in Europa, è stato recentemente recensito alla Riserva.

Per favorire la sua installazione definitiva, per il momento preferiamo non diffondere troppo la notizia del suo arrivo durante le visite.

La civetta capogrosso è una piccola civetta molto carina : misura all’incirca 25 cm e il peso può variare dai 100 grammi in media per un maschio ai 150 grammi per la femmina.

Più pesante, quest’ultima difende i piccoli mentre il maschio va a caccia per nutrirli : moscardini, topi campagnoli e altri piccoli roditori, piccoli uccelli ecc.

La Civetta nana (Glaucidium passerinum)

Il più piccolo rapace notturno : 15 cm di lunghezza per un peso che varia dai 60 grammi degli esemplari maschio ai 75 grammi per le femmine.

È una civetta diurna e crepuscolare che vive da sola o in coppia. Generalmente nidifica nelle cavità d’albero, di preferenza nelle vecchie foreste di conifere.

Divenuta rara in Francia, gode alla Riserva di un habitat protetto favorevole. Si nutre di micromammiferi e di piccoli uccelli, numerosi sul nostro sito. In aprile depone da 3 a 4 uova che si schiudono dopo 4 settimane. I piccoli spiccano il volo all’inizio del mese di luglio.

Passeriformi e corvidi un’avifauna molto diversificata

L’avifauna della Riserva è molto diversificata. Gli uccelli di piccole dimensioni sono numerosi e facilmente osservabili durante le visite.

Intorno agli edifici, oltre alle immancabili rondini che, in primavera, impastano la terra delle zone fangose, si vede di frequente il codirosso posarsi sul passamano di legno davanti al ristorante. Inoltre non è raro sentire, all’inizio dell’estate, il canto particolare del torcicollo,  tanto più che una coppia di questa specie nidifica in un vecchio tronco di noce vicino alla villa bioclimatica.

Più lontano, i culbianco attraversano la pianura in compagnia delle allodole e allieteranno la tua visita con il loro canto caratteristico. Anche se la sua presenza è stabile, è soprattutto in occasione delle migrazioni che la cutrettola gialla trasforma le praterie in campi di «bottoni d’oro saltellanti». Le zone più interne della foresta sono il terreno di gioco del picchio nero che tamburella qua e là.

Il fringuello, la cinciallegra, la cinciarella … volano tra i rami degli alberi alla ricerca di cibo. Alla fine del pomeriggio, il merlo accompagna con il suo canto flautato le carrozze al ritorno dalla visita.

Tra i corvidi, la gazza ladra non manca certo di farsi notare. E mentre forse stai cercando di passare inosservato, la ghiandaia segnalerà la tua presenza all’intera foresta, tramite il suo specifico grido d’allarme !

E non dimentichiamo il rappresentante più maestoso di questa famiglia, il corvo imperiale. Due coppie nidificano alla Riserva. Potrai ammirare questi uccelli in volo e identificarli grazie alla forma cuneiforme (una forma di rombo) della coda.

Gli uccelli d’acqua diversità & numero in crescita

La loro diversità e il loro numero sono in crescita da quando le zone umide della Riserva sono aumentate.  Gli anatidi sono rappresentati dal germano reale (capoverde), che nidifica sul nostro sito, e dalla marzaiola, di passaggio durante la migrazione. Guardando la superficie dell’acqua, potrai vedere, forse, una palla di piume che appare, scompare e poi appare di nuovo più in là. È il tuffetto comune che, da due anni, va a caccia nel nostro laghetto più grande.

Anche i charadrii sono numerosi. Il piro-piro e il piro-piro culbianco percorrono le sponde del lago, pilluccando il fango alla ricerca di invertebrati. Altri si fanno più rari come il cavaliere e la tringa nebularia che fanno una tappa di qualche giorno o di qualche settimana durante la migrazione. Senza dimenticare il beccaccino che, in autunno e in piccoli gruppi, frequenta le rive dei ruscelli attraversando così la Riserva.

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